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Giorgio Celiberti: “Crittogrammi dell’Anima - Finestre, Muri, Stele"

8 Aprile –  21 Maggio 2006
 





Casa Museo del Cima -  Fondazione “G.B. Cima da  Conegliano"   - Via   Cima 24, 31015  Conegliano (TV)

Conegliano: Galleria Centrale, Galleria Righetto, Corte delle Rose, Scalinata degli alpini, Piazza Cima.

La mostra  apre  tutti i giorni:  Dalle 10,00 alle ore 12,00  e dalle 15,30 alle 19,30 festivi e dalle 15.30 alle 19,30 feriali.
Lunedì chiuso. 
 
SCOPO DELLA MOSTRA

L’associazione Prospettive, nell’ambito delle proprie finalità statutarie  tese alla valorizzazione della cultura nel territorio Veneto con eventi artistici che celebrano  personaggi di chiara fama,  vuole dedicare una mostra, di opere pittoriche e scultoree, ad un maestro di grande impegno e qualità, poliedrico per le diverse tecniche e materiali sperimentati  tanto da farlo  ritenere uno tra i più grandi maestri dell’arte della contemporaneità. Durante la mostra verranno  realizzati  una serie di laboratori didattici di scultura  destinati agli studenti delle scuole del territorio. Questi laboratori  saranno tenuti da personale  qualificato e destinati a gruppi di studenti delle scuole primarie e secondarie della zona. I laboratori verranno attivati  su prenotazioni ed organizzati con un calendario di interventi con le scuole interessate. Tutto ciò al fine di coinvolgere direttamente gli studenti ad un percorso culturale–artistico.

1. 2  Durata e sito della mostra
La mostra  d’arte si realizza  a ridosso delle festività pasquali  nella Casa Museo del Cima – Fondazione G.B. Cima da Conegliano – Via Cima, 24 con opere pittoriche e scultoree; sculture recenti e monumentali in zone caratteristiche della città (Galleria Centrale, Galleria Righetto Corte delle Rose, Scalinata degli alpini, Piazza Cima…). Saranno effettuati, nel contempo, con gli alunni  delle scuole del territorio, i laboratori didattici  di scultura). 
La durata della mostra è fissata dal  8 Aprile 2006  al 21 Maggio 2006. L’inaugurazione e la presentazione della mostra l’8 Aprile 2006 alla presenza delle autorità politiche, religiose ed amministrative  della Città di Conegliano, della Provincia e della Regione. 

1. 3  Visita alla mostra
 Le visite alle opere possono avvenire, su richiesta,  con  guide capaci di illustrare, interpretare e riferire ai visitatori  le tecniche utilizzate nelle opere visionate  ed un breve commento sulla qualità delle stesse.  A  tale  proposito saranno a disposizione  giovani guide, in possesso di tutti i requisiti idonei in termini di: conoscenze, competenze e capacità. 

Qui di seguito si possono vedere la immagini dei laboratori fatti dai maestri in occasione della mostra "Crittogrammi dell'anima".

Biografia dell’artista
Parlare di Giorgio Celiberti  e guardare  nelle sue opere  è come entrare nelle “sacre scritture della memoria” dove il  ricordo prende il sopravvento sullo spazio-tempo in una dimensione romantica rispetto al vissuto d’oggi sempre più sproporzionato, sia negli egoismi personali, che nei rapporti  sociali indispensabili in una vita sensata di relazioni tra soggetti pensanti. Oggi: il lavoro, vissuto in modo esagerato, il  potere, la ricchezza, la notorietà, precedono con grande distacco e a velocità sempre più accelerata, la meditazione, la riflessione, la contemplazione.  Ci troviamo ad imbatterci, spesso (quasi sempre) con un mare  di immagini  che ci giungono, anche attraverso il tubo catodico  di casa,  con grande crudezza e violenza ad angosciare la nostra  quotidianità.  I dipinti, “le stele”, le sculture zoomorfe dell’artista conducono, invece, in un mondo di serenità, di pensamento. Il messaggio che  si percepisce subito in modo chiaro, dai suoi lavori,  e che ti avvolge con calibrato equilibrio,  è il  mondo del ricordo  codificato  in  una  simbologia che fa da monito alle violenze del tempo con proposte di amore. Le opere pittoriche giovanili, i graffiti, i grandi affreschi, i dipinti che ricordano Terezin (i piccoli  cuori rossi, i segni scritti sui muri che scandiscono i giorni passati nei lager), le produzioni in bronzo dedicate a “Cavalli e cavalieri”,  le “Stele”,  i “Bassorilievi”,  le “Finestre”, le grandi sculture in bronzo, alluminio e pietra  percorrono  55 anni di pittura e scultura poetica dell’artista a partire dagli anni della Biennale del 1948.  Sono gli anni veneziani in cui Celiberti si svincola da ogni forma di accademismo  partendo da un figurativo iniziale, con tratti da post-impressionismo  con  influenze cubiste, alla pittura di azione per giungere al recupero della figura attraversando l’informale.Nasce ad Udine nel 1929. Inizia a dipingere giovanissimo, imponendosi subito per la sua originalità e talento; appena diciannovenne, partecipa alla Biennale di Venezia del 1948. Lo zio Modotto, grande esponente della pittura d’avanguardia della Scuola Friulana,  gli fa conoscere Emilio Vedova che lo vuole nel suo studio a Venezia. Conosce anche Tancredi che divide assieme la camera della Pensione Accademia di Venezia. Negli anni ’50 partecipa alla Quadriennale di Roma, dove ha uno studio a Villa Strohl-Fern, conosce e frequenta Renato Guttuso, che presentando una mostra di Celiberti definisce la sua pittura di “aggressiva chiarezza”.  Anni di grande formazione che sono serviti  a dargli una dimensione intimistica forte. Gira il mondo con mostre a: Strasburgo, Bruxelles, Salisburgo, Milano, Ferrara, Londra, Torino, Dusseldorf, Roma, Madrid, Parigi, Genova, Venezia, Bologna, Trieste, Livorno, Messico, Cuba e Chicago. E’ da queste esplorazioni che ne deriva quel repertorio di segni che poi rielabora negli anni successivi con “i crittogrammi dell’anima”. Il ciclo che lo ha reso noto al grande pubblico è quello dei "Lager" costituito da tele preziose per impasti e per cromie, tanto spesse e materiche da proporsi già in forma di bassorilievi. A questi seguono  i "Muri antropomorfici", opere in cui l' archeologia entra nella pittura in modo diretto.  Celiberti si è dedicato, in questi ultimi venti anni,  anche alla scultura, fino a produrre macro sculture in bronzo, acciaio e pietra e le ultime e non meno famose “Finestre”. La sua curiosità creativa lo ha portato, sempre, a dedicare la sua attività alla sperimentazione dei più diversi materiali e delle molteplici  tecniche artistiche di realizzo. Tra quest’ultime la  grafica assume un valore originale e qualificato  con incisioni in bianco e nero e  con serigrafie astratte, anche a colori, molto spesse e materiche.  Ampia e  composita è la sua produzione per la passione e la  ritualità creativa che ripone in ogni opera.  Vive e lavora con costanza, impegno e serenità nella sua  amatissima Udine.
 

 
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