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Colori d’Autunno - 24 settembre - 15 ottobre 2005

Mostra scultorea e pittorica "Colori d’Autunno"

24 settembre - 15 ottobre 2005

nell’Edificio Liberty Enoteca – Scuola Enologica
Via Zamboni 14 – 31015 Conegliano (TV)

La cerimonia inaugurale si terrà alle ore 11,30 il 24 settembre 2005 presso i locali della Mostra.
Presenta: Carlo Sala
Introduzione musicale: Michele Lorusso e Antonietta Canizzaro
Intervento poetico: Francesco Crosato

La mostra rimarrà aperta tutti i giorni :
feriali: dalle 15,30 alle 19,30 ;
festivi:dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 19,30
lunedi chiuso - ingresso libero
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COLORI D'AUTUNNO
Le prime foglie gialle e rosse rompono il dominio del verde sulle chiome degli alberi: l’estate volge al termine, l’autunno è alle porte.
Ogni tanto viene voglia di fare una passeggiata, senza un motivo preciso; ci si muove senza una meta, solo per il gusto di osservare, di fare un po’ di "zapping" con le immagini della natura che cambiano, sotto gli occhi. Si ha voglia di sentire i passi sprofondare nel terreno, di percepire nuovi e improvvisi profumi. E’ autunno, è tempo di mutamenti. In freddo sipario sta calando sugli uomini, sulle cose e sulla natura; molti degli attori della campagna stanno tornando dietro le loro quinte. Le foglie hanno portato a termine il loro antico compito; molte sono ancora stancamente appese ai loro rami.

Sono sfinite, ormai piegate inesorabilmente verso il basso; aspettano rassegnate che uno spietato e pietoso colpo di vento le trascini via, le confini in qualche angolo per il meritato riposo. Il verde acceso viene a poco a poco sostituito dalle calde e spente tonalità del giallo, dell’arancione, del rosso. I rami cominciano a restare soli, abbandonati. Il vento non trova più ostacoli e cambia continuamente suono; entra nelle orecchie con i suoi sibili e taglia il viso con la sua forza. Il tempo, in questa stagione, non sembra bastare mai. La sera si avvicina molto più rapidamente; il buio arriva immediato, insieme al freddo e all’umidità che si deposita sugli abiti, sui capelli.
E’ in questo scenario composito che vogliamo inserire una mostra di pittura e scultura che porti nella continuità il principio costitutivo dell’Associazione Culturale "onlus" Prospettive, per celebrare i Maestri d'oggi, di chiara fama, di iconografia veneta. Parte così, da collettive già sperimentate per il notevole successo di pubblico registrato, la mostra a tema "Colori d’Autunno" nell’elegante e spazioso edificio Liberty della Scuola Enologica di Conegliano.
L’allestimento è costituito da proposte originali scelte da un carnet di lavori che rappresentano il tema della mostra visto dai vari punti di “focus” che scaturiscono dalla libera interpretazione dei maestri rappresentati nella vernice collettiva.
La mostra si apre all’esterno con alcune opere scultoree, sistemate tra i vigneti, ed all’interno con il nucleo ricco dei dodici artisti. I maestri rappresentati (Toni Benetton, Gigi Candiani, Domenico Boscolo Natta, Saverio Barbaro, Lino dinetto, Carmelo Zotti, Renato Varese…) con le loro opere manifestano le sensazioni e le emozioni che si avvertono di fronte alle trasformazioni di questa stagione.

La forza del colore che appare, in questo primo scorcio di autunno, dal verde al giallo, passando per il rosso ed infine al suo colore per antonomasia: il marrone, pone all’osservatore momenti di riflessione sui grandi doni che la natura gli ha elargito e che ha l’obbligo di conservare e di difendere.
Il rosso è di buon auspicio, nell’arte è il simbolo della forza, del successo e del fuoco, è sorgente di energia, stimola le forze del bene.
Il giallo è della terra; il verde è della rinascita, della reincarnazione; il marrone è del legno,
Questa sinfonia di colori, fondendosi in modo così continuo e con molte tonalità e sfumature, crea lo scenario magico d’autunno spunto per questa mostra di fine estate


Francesco Di Leo
Il curatore della mostra


Saluti dell’Assessore

Difficile pensare a qualcosa di più immaginifico, sognato e dolcemente malinconico delle percezioni scaturite dalla stagione autunnale. L’autunno è una vera e propria sinfonia cromatica, ricca di sfumature calde e dalle tonalità contrastate, spesso esaltate dai giochi di luce tipici delle giornate brevi e fresche di questo periodo. Tutto ciò proietta una velatura crepuscolare che da sempre alimenta una sorta di dimensione contemplativa per tutti coloro che dalla natura traggono ispirazione. L’autunno più che una stagione è un “sentimento”, per questo “Colori d’autunno” ci rivela un interessante panorama composto dalle opere di dodici maestri dell’arte contemporanea, dodici diverse “sensibilità” capaci di restituire ai nostri occhi la visione personale di un tempo magico, languido e struggente.

Con sincero entusiasmo invitiamo perciò la comunità a partecipare a questa iniziativa che vede l’associazione culturale Prospettive, nuovamente promotrice, dopo il successo della mostra antologica di Vico Calabrò. Grazie alla lodevole continuità e all’impegno di queste associazioni, Conegliano si presenta sempre più come uno snodo di diversi percorsi culturali e formativi: tutto ciò non solo ci gratifica ed entusiasma ma, soprattutto, permette ad ogni spettatore di guadagnarsi un perdurante spazio dove poter riflettere e appassionarsi.

Loris Balliana
Assessore alla Cultura della Città di Conegliano


Saluti del Sindaco
Sarà un'ambientazione suggestiva quella che accoglierà il visitatore della mostra "colori d'autunno" dei Maestri Contemporanei Veneti di chiara fama (Toni Benetton, Gigi Candiani, Domenico Boscolo-Natta, Saverio Barbaro, Lino Dinetto, Renato Varese, Carmelo Zotti…..). Non solo per la scelta, come sede espositiva, della prestigiosa scuola enologica di Conegliano, ma perché sarà la natura stessa a fare da cornice ad un percorso che si svilupperà anche all'aperto. Tra i vigneti della scuola, in un contesto di connubio uomo-natura, verranno situate alcune opere di uno dei più grandi artisti veneti contemporanei, Toni Benetton. Le sue sculture quasi a significare la continuità di una presenza, quella dell'uomo, in un contesto di natura che dà si i suoi frutti, l'uva raccolta durante la vendemmia, ma che ha bisogno di continue attenzioni, che nella relazione vengono alimentate di continuo.

La mostra, sapientemente organizzata dall'associazione Prospettive e curata dal suo presidente Francesco Di Leo, vuole perseguire quell'opera di valorizzazione del patrimonio artistico della iconografia veneta, dei maestri d’arte che l'hanno resa importante a livello nazionale ed internazionale. Sarà quindi un'opportunità da non perdere per il pubblico locale, ma anche per coloro che giungeranno da fuori, per avvicinarsi alla cultura di questo territorio, che nell'arte trova le forme più elevate di rappresentazione della propria identità.

Floriano Zambon
Sindaco della Città di Conegliano


LINGUAGGI E RICERCHE DELLA CONTEMPORANEITA’ VENETA
In questa rassegna sono uniti artisti dalle diverse ricerche, connotazioni e personalità. Anche il numero di essi, dodici, sembra avere un valore simbolico. Il numero dei mesi dell’anno o dei segni dello zodiaco, quasi a ribadire una completezza ed allo stesso tempo eterogeneità degli autori.

L’opera di Saverio Barbaro è fortemente influenzata dai paesi del Sud. Nella sua vita soggiornò in Spagna, Marocco, Tunisia e Algeria. Luoghi che rimarranno indelebili nel suo animo di artista, ispirando molti cicli di dipinti e portandolo ad affrontare tematiche della cultura arabo-islamica.

Olimpia Biasi è pittrice che lavora per cicli, esplorando le varie sfaccettature che le tematiche possono offrirgli. Dai “Mercati” al “Sile” dai “Luna Park” alle “Cartoline e Chimere”. Attualmente sta affrontando delle opere ispirate ai giardini. Rappresentazioni di una natura creata da un colore a tratti rarefatto che prende vita diventando vibrante.

Toni Benetton è considerato uno dei maggiori scultori del ferro del Novecento italiano. Nel suo percorso di ricerca si incontrano lavori ancora legati al figurativo per poi approdare a nuovi esiti formali, divenendo un protagonista della macroscultura. Opere che trascendono la normale natura divenendo parte del tessuto architettonico.

Domenico Boscolo Natta portava avanti una ricerca neo-figurativa attorno la condizione umana, per affrontare temi esistenziali. Ritagli e attimi di vita, luoghi familiari, oggetti e uomini comuni, che sanno dare al quadro un lato fortemente introspettivo che trascende il mero realismo.

Lino Dinetto partendo dalla lezione del colorismo veneto, ha portato avanti una peculiare ricerca formale attorno il tema della figura umana. Nei suoi lavori narra avvenimenti storici, paesaggi e motivi religiosi. Quest’ultimi di particolare pregio specie se espressi in opere di carattere monumentale.

Angelo Gatto caratterizza i suoi dipinti per un particolare uso del colore. I toni sono stesi in modo rarefatto, quasi evanescente. Persone, oggetti e paesaggi sono colti con un’abile uso di tenui verdi, rosa, grigi e azzurri in un incanto tra luce e colore che Bernardi definì una “tinteggiatura dell’anima”.

Cesco Magnolato crea delle rappresentazioni particolarmente marcate e dotate di un segno energico, spia di una grande abilità incisoria oltre che pittorica. Nei suoi dipinti si scorge un’umanità in perenne esodo, immagine esteriore di una ricerca che verte sulle problematiche interiori.

Le opere di Luigi Candiani sentono fin da subito l’influsso della modernità apportata da Cezanne e Van Gogh, specie nell’uso dei cromatismi. Le sue rappresentazioni mostrano paesaggi disabitati della laguna, della campagna veneta e fabbriche a Marghera. Una pittura che sembra legare la tradizione veneziana alle nuove istanze della terraferma.

Luigi Del Sal porta lo spettatore in un suo personale microcosmo sognante. Personaggi tra la favola e il grottesco, immagini sospese in un eterno equilibrio tra realtà e sogno. Immagini di pupazzi, rappresentazioni del circo, personaggi che sembrano mutuati dalle favole ritratti mediante l’olio su juta con una inconfondibile cifra stilistica dell’autore.

Oyrta propone una pittura che pone barlumi di realtà. La figura femminile è al centro del suo lavoro, conferendo al soggetto una forte valenza individualista per una ricerca interiore carica di inquietudine. Le forme emergono grazie a un lavoro di sottrazione della materia che attribuisce per contrasto alle figure un valore centrale sia estetico che ideale.

Renato Varese inizialmente grafico ha trovato da anni un’originale linguaggio pittorico abile sul piano formale e ricco di riferimenti culturali. Le sue rappresentazioni godono di una dimensione neo-gotica, giocata sulla tragicità del presente e una profonda ricerca introspettiva.

Carmelo Zotti attua una ricerca di tipo iconico, dotata di una forte carica di originalità. Figure di chiaro sapore mitologico che però non sono lontane dall’oggi. Un continuo equilibrio tra fantastico e realtà, in un’atmosfera talvolta serena ed a tratti angosciante per riflette sugli interrogativi dell’uomo moderno. Come detto autori differenti che qui si uniscono in un dialogo tra linguaggi, impeti e introspezioni, per porre ai fruitori sempre nuovi dubbi e riflessioni su cui meditare. Il risultato è uno spaccato su alcune tra le più significative vie artistiche dell’attuale scenario veneto.

Carlo Sala
Il presentatore della mostra

 
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